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L’Etiopia è un paese dall’indiscutibile fascino.

Ci sono siti più qualificati di questo per esporre la ricchezza della sua storia, dei suoi paesaggi e le profonde radici culturali della sua gente.
In questo contesto ci piace soltanto evidenziare, senza alcuna pretesa da guida turistica, alcuni aspetti che ci hanno colpito, pillole di Etiopia che ormai fanno parte del nostro personale processo di integrazione con questo splendido paese.

Si dice che l'Etiopia sia la culla dell’umanità
Nel 1974 in Etiopia è stata trovata ‘Lucy’, una giovane ominide di circa vent'anni vissuta tre milioni e mezzo di anni fa.
Lucy (cosi chiamata prendendo spunto dalla canzone dei Beatles ‘Lucy the Sky with Diamonds’, che veniva continuamente ascoltata nell’accampamento dei paleoantropologi che l’hanno scoperta) potrebbe essere un antenato comune agli Australoptheci e all'uomo; il suo scheletro, che si trova al Museo Nazionale di Addis Ababa, ha permesso ai paleoantropologi di avere, finalmente, una ricostruzione abbastanza completa di una parte dell'evoluzione umana.

La terra della leggenda della Regina di Saba e di Re Salomone
L'Etiopia è la terra che - si dice - custodisca, ad Axum, l'Arca dell'Alleanza, o Tabernacolo, contenente le Tavole della Legge (in amarico Tabot).
Per gli etiopi la leggenda della regina di Saba, antico regno che l'archeologia moderna situa in Etiopia o in Yemen,  rappresenta il mito fondamentale della loro civiltà. Gli arabi la conoscevano come la regina Bilquis, gli etiopi la chiamavano Macheda, per gli ebrei e i cristiani è la regina di Saba.
La storia tramanda che la regina, sentendo decantare la saggezza del re Salomone, volle fargli visita per conoscerne la saggezza, e ne rimase affascinata.
Dalla sua unione con re Salomone nacque Menelik, il cui significato intrinseco è "Figlio dell'uomo saggio" che portava nel sangue le tracce di una ascendenza divina; da qui nasce il fatto che gli Etiopi siano una un popolo eletto.
Menelik unificò le popolazioni dell'Etiopia settentrionale, costituendo il regno di Axum (I-XII dc) e assumendo il titolo imperiale di Negus Neghesti, re dei re. Oggi in Etiopia i Falasha, o ebrei etiopi, sostengono di essere i suoi diretti discendenti.
Una volta adulto Menelik volle far visita al padre Salomone e, quando fece ritorno ad Axum, trafugò o gli fu affidata, l'Arca dell'Alleanza.
Essa non arrivò con Menelik ad Axum, ma impiegò qualche secolo, dopo un lento peregrinare in terra d'Egitto. Questo avvenimento è ricordato con i lenti ed esasperanti riti che la Chiesa Copta etiopica celebra in onore dell'Arca in occasione di Genna e Timkat che sono il Natale e l'Epifania del rito copto.

Le feste di celebrazione di queste due ricorrenze fanno rivivere lo splendore di quelle che furono le corti di Gerusalemme e di Axum che, nel periodo di massima espansione, avvenuta con la vittoria sul Regno di Meroé (350 d.c), divenne la potenza egemone nell'Africa orientale, giungendo a controllare Etiopia, Eritrea, Sudan settentrionale, Egitto meridionale, Gibuti, Somalia occidentale, Yemen e il sud dell'attuale Arabia Saudita, per un totale di 1,25 milioni di km²

Oggi, in un piccolo edificio di granito sulla proprietà della chiesa di Santa Maria di Sion, nell’antica capitale Axum, un monaco, conosciuto come il Custode dell’Arca, unica persona autorizzata ad entrare e uscire dall’edificio, custodisce il prezioso Tabernacolo.

La terra della 'Camelot d'Africa'
La città di Gondar fu fondata dall’imperatore Fasilidas nel 1636 e fu capitale d’Etiopia per i successivi due secoli. E' alla presenza dei castelli, costruiti dai vari imperatori durante questo arco di tempo, che si deve l'appellativo di  “Camelot d’Africa”.

L'Etiopia è la terra indicata, da scritti persiani del III secolo, tra le quattro grandi potenze mondiali insieme a Roma, Cina, Persia.

La terra dove è nato il caffè
Nel XIV secolo il caffè fu introdotto dall’Etiopia nello Yemen, dove acquisì la denominazione araba di "qahweh", forse la forma colloquiale di "Kaffa", regione etiope dove furono scoperte le prime piante.

Tra le varie leggende sulla scoperta del caffè, c’è quella delle capre ballerine. Secondo la tradizione, Kaldi, un giovane pastore di Kaffa, fu sorpreso nel vedere le sue capre, pigre e sonnolenti, rinvigorirsi improvvisamente dopo aver masticato certe bacche. Anche Kaldi le assaggiò e le trovò stimolanti. La leggenda continua con l’arrivo di un monaco che, vedendo il pastore così allegro, volle provare anche lui le bacche e, quella notte, durante le estenuanti preghiere, notò che la sua mente era più attenta e acuta di prima. Così il monaco trasmise il segreto del caffè ai confratelli e ben presto a tutti i monaci dell’Etiopia.

Per molti secoli il caffè fu mangiato e non bevuto. Le sue bacche erano assunte sia intere che sminuzzate e mescolate al "ghi" (burro bollito), una pratica ancora in uso nelle terre remote delle provincie di Kaffa e Sidamo. La pratica di ricavare un infuso dai chicchi arrostiti fu introdotta solo nel XIII secolo. Da allora si è diffusa rapidamente in tutto il mondo, arrivando, in particolare, in Europa, intorno alla fine del 1600.
E' davvero molto affascinante assistere, oggi, in molti villaggi dell'interno e spesso nelle famiglie in città, alla tradizionale cerimonia del caffè.

Il paesaggio
L'Etiopia è una terra che alterna il paesaggio della savana alle rupi scoscese della Rift Valley, che affianca vasti altipiani a imponenti catene montuose: il monte Ras Dashen, con i suoi 4620 metri, è la montagna più alta d'Etiopia e la quarta vetta d'Africa.
L'Etiopia è la terra dove il Nilo Azzurro, fonte di vita per l'intero Egitto, nasce e forma le imponenti cascate conosciute in amarico col nome di Tisissat (“Acqua che fuma”).
E' la terra dalle mille sorgenti di acque balsamiche e dai numerosi stabilimenti termali (Finfinnè, Ambo, Erer, Wondo Ghennet).

Oggi
E' la terra che perde molti dei suoi figli in una sanguinosa guerra con la quale sostiene il debole governo di transizione della vicina Somalia, contro le ingerenze delle ‘Corti Islamiche’.
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Ciò che resta dello scheletro di Lucy
La chiesa dove è custodita l'Arca dell'Alleanza
Il regno di Axum nel periodo di massima espansione
La Stele di Axum, un obelisco di  23,4 metri vecchio di 1700 anni, inviato a Roma nel 1937 dai soldati italiani, e restituito nel 2005 all'Etiopia, che vedeva nell'obelisco un simbolo dell'identità nazionale. E' inserito dall'UNESCO nella lista dei Patrimoni dell'umanità
L'obelisco a Roma, davanti alla sede della Fao
Cascate del Nilo Azzurro