I gruppi etnici

In Etiopia è il paese multietnico per eccellenza; numerosi gruppi etnici, talvolta poche centinaia di uomini e donne, convivono, gli uni accanto agli altri, soprattutto nella zona dell'Omo River. Il principali sono:

OROMO (zona sud al confine col Kenya)
Sono il 32% della popolazione ed il maggiore gruppo etnico dell'Etiopia. Vivono in villaggi e sono dediti all'agricoltura e all'allevamento. La loro lingua nativa è l'oromo. Utilizzano il sistema sociale gada, che si basa su classi di età: la vita degli uomini è divisa in cicli di otto anni e solo a partire dal quarto ciclo possono assumere incarichi importanti nella comunità. Sono dei grandi camminatori e da questa etnia nascono i diversi Campioni Mondiali della specialità.

AMHARA (altopiani del centro)
Sono il 30% della popolazione. Parlano l'Amarico, la lingua ufficiale dell'Etiopia e dominano la vita politica ed economica del loro Stato.

Poi ancora:

BORANA (confine con il Kenia)
I Borana ovvero, le "Genti del Mattino", sono il più importante gruppo Oromo dell'Etiopia meridionale. Sono pastoi seminomadi e vivono in capanne di canniccio tenute assieme dall'argilla e del fango. Sono abili ingegneri idraulici e scavano con un faticoso lavoro pozzi a gradoni, profondi fino a 30 metri, nei quali, durante le stagioni aride, decine di uomini borana si calano per far salire, secchio dopo secchio, l'acqua per abbeverare il bestiame.
Sono guerrieri bellicosi e aggressivi.

KONSO (in prossimità del lago Chamo)
Sono abili agricoltori e costruiscono ordinati terrazzamenti di pietra protetti da solide palizzate di pietre. Bellissimi i loro villaggi, solidissime le loro capanne: una stretta porta-tunnel di tronchi ricurvi è l'accesso al cortile famigliare. Sono anche bravi musicisti di flauti, masinko, e tamburi, fini vasai, lavorano con abilità anche la pietra. Barattano i loro prodotti artigianali con i pastori del bassopiano per ottenere carne, sale, latte e pelli conciate. Erigono i waga (sculture in legno) in memoria dei guerrieri morti.

HAMER (occidente del lago Chew Bahir, il lago del sale)
Vivono nella savana allevando vacche.
Gli uomini indossano particolari copricapi di argilla impastata, con una o due piume di uccello. Si muovono stringendo fra le mani il "borkota", poggiatesta in legno intagliato.
Il rito di iniziazione tra gli Hamer si chiama "salto del toro". Il ragazzo destinato a crescere deve saltare, correndo sulla loro schiena e senza cadere, una decina di buoi affiancati per quattro volte, incoraggiato dai "maz" che hanno già saltato il toro. Se il ragazzo non riuscirà nel salto (è permessa una caduta) sarà preso in giro per tutta la vita e non avrà futuro. Se la corsa avrà successo il ragazzo diventerà maz e comincerà il suo lungo cammino nella struttura sociale della sua etnia.

DORZE (monti in prossimità di Arba Minch)

Sono gente di montagna, agricoltori ed abili tessitori di cotone.
Vivono in capanne che hanno una curiosa forma ad alveare, con una piccola stanza di entrata che sporge dalla struttura principale.
All'interno si trovano il recinto per gli animali, la zona dei genitori e la zona per i figli, al centro c'è il focolare.
All'esterno un piccolo orto con le spezie, piante di tabacco e palme di ensete.

KARO (regione meridionale dell'Omo River)
Sono un piccolissimo gruppo etnico decimato da carestie ed epidemie che ormai sta scomparendo.
Hanno i volti affrescati con ocra, calce bianca, con polvere di ferro e brace di carbone e di legno. Le loro danze sono sensuali.
Vivono in poveri villaggi di capanne sulla riva orientale dell'Omo, in un ambiente spettacolare ma che impone condizioni di vita molto dure.

MURSI (Mago National Park, nella regione dell'Omo)
Le donne, bellissime, usano portare il piattello labiale, piattello in argilla, decorato con semplici graffiti e con una scanalatura che ne permette l'inserimento nel labbro inferiore o nei lobi delle orecchie. Non si sa di preciso il motivo di questa usanza, si ipotizza che servisse a scoraggiare il rapimento delle donne da parte degli schiavisti.

E ancora, gli ARI (savane veso il Kenya), gli ADERÈ (est di Addis Ababa), gli AFAR (est di Addis Ababa), gli TSAMAI (Omo River e Lago Chamo), i BUMI (regione meridionale dell'Omo River).


Le lingue

In Etiopia si parlano numerose lingue con sitassi, termini e pronuncia differenti.
Le tre lingue principali Amarico, Tigrino e Oromo, sono anche le lingue nelle quali, nell'arco della giornata, ad orari differenti, sono trasmessi i telegiornali.
Nel sud dell'Etiopia i popoli tribali parlano ognuno una sua lingua (Hamer, Konso, Borana, etc.). Nell'ovest ci sono i Surma con il loro linguaggio e anche i Dancali ne hanno uno proprio.
Le lingue appartengono ai gruppi semitico, cuscitico e nilotico.
Lingua ufficiale è l’amarico, appartenete al gruppo semitico, come l’arabo, parlato da 27 milioni di abitanti, la cui scrittura è basata sull’alfabeto Ge'ez (un tipo di trascrizione derivante dalla lingua Ge’ez anch’essa semitica). Possiede un alfabeto sillabico di oltre 260 segni, diviso in sette ordini a seconda della coloritura vocalica.

Al gruppo cuscitico appartengono il Begia, il Saho, l'Agau, il Dancalo, il Somalo, il Galla e il Sidamo.
Al gruppo nilotico appartengono infine il Cunama e il Baria.   
   
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