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Il racconto di Angela e Pierpaolo

Addis Abeba

E’ difficile sintetizzare gli avvenimenti, le emozioni e le sensazioni di quei meravigliosi otto giorni, ma.....ve lo devo!
Dunque, il 9 gennaio arriviamo all'aereoporto di Fiumicino, dove incontriamo pian piano gli altri compagni di viaggio....ci guardiamo, ci sorridiamo, l'emozione è infinita ma siamo già complici, sappiamo che faremo insieme il viaggio più importante della nostra vita; e soprattutto sappiamo che non c'è bisogno di dirsi tante cose, in quel momento stiamo provando tutti le stesse emozioni....ansie, paure.

Partiamo in ritardo, ma ormai siamo in una sorta di "limbo emotivo", la nostra mente è proiettata alla mattina successiva. Il viaggio scorre tranquillo, arriviamo ad Addis, l'emozione sale, lo stomaco è serrato, ma ci siamo. Pieni di bagagli da far paura con tre pulmini andiamo al Villaggio.
Difficile spiegare cosa si prova in quel tragitto, forse non si riesce nemmeno a rendersene bene conto.

Verso mezzogiorno finalmente il cancello si apre, cerco di filmare ma l'emozione è talmente tanta che il risultato è tremendo. Un centinaio di bambini ci corre incontro, qualcuno salta sul pulmino per abbracciare i suoi genitori, già stiamo piangendo......vorresti che fossero tutti figli tuoi.
Ormai inebetita dall'emozione scendo dal pulmino e cerco di capire dov'è la nursery, naturalmente sbaglio ma per fortuna una signora sorridente mi indica la strada giusta. Entriamo e le tate ci indicano il lettino di Micky...mi scendono di nuovo le lacrime a raccontarlo. Non so bene cosa ho fatto in quei primi momenti, non ricordo, il cuore mi scoppiava. So che dopo un pò una tata ci ha detto che potevamo prenderlo in braccio, Pierpaolo l'ha preso, io lo accarezzavo e non riuscivo a fare altro che pensare che quello era nostro figlio! Pian piano sono tornata in me, siamo andati in camera ed abbiamo cominciato a realizzare! Vestiti, cambiati, lavati siamo tornati nella nursery a coccolare un pò i bimbi prima di andare a pranzo......non puoi entrare là dentro e non aver voglia di prenderli tutti in braccio!!!!!

E poi via, è cominciata la vita al Villaggio, bellissima, intensa, e soprattutto una scuola di vita. Non sono particolarmente religiosa, ma in quel Villaggio si sente Dio.
Le giornate scorrevano veloci, al mattino colazione, poi a giocare con i bambini quando avevano finito con la scuola, poi pranzo, pennichella giustamente richiesta dal piccolo e poi di nuovo a giocare con i bimbi, naturalmente senza dimenticare di passare nella nursery a coccolare un pò i piccoli.

Non è mancata l'occasione di uscire, ma vi dirò che non ne ho sentito particolarmente l'esigenza, è così bello stare lì! Abbiamo tanto da imparare da quei bimbi!!!! E magari un pochino di amore da donare loro. Basta così poco per vederli felici!!!! Bolle di sapone, crackers, fazzolettini di carta e salviettine fresh & clean....altro che i viziatissimi bambini italiani! E i loro sorrisi sono veri, vengono dal cuore.

Sono accuditi bene, la giornata è ben organizzata, scandita dai vari impegni; a scuola studiano italiano, inglese e matematica, e quando escono sono ansiosi di raccontare ciò che hanno imparato!
Le infermiere sono molto in gamba e attente, compatibilmente con il fatto di avere pochi mezzi e più di 100 bambini, e le tate molto amorevoli. I bimbi grandi sono ben educati (senso etiope!) hanno le loro regole e le rispettano. Esiste una sorta di gerarchia tra bimbi grandi, grandicelli e piccoli, ognuno insegna all'altro.

La nursery è molto accogliente, dipinta di celeste, con tante finestre e pupazzetti palloncini appesi al soffitto a rallegrare l'ambiente; i bambini sono ben accuditi lì dentro, puliti, nutriti e amati per quanto possibile dalle varie tate che si succedono a turni ininterrotti (anche notturni!).
I bimbi della nursery hanno bisogno di tanto amore, forse anche più dei grandi.....raccomando ai prossimi gruppi di andarli a trovare, alzano le manine per farsi prendere in braccio, sorridono per un pò di solletico....hanno bisogno di tutti noi, anche se le tate sono splendide!
Commoventissima la preghiera del pomeriggio nella Chiesa del Villaggio, fatta dai bimbi grandi, con tamburo e battiti di mani......non me la dimenticherò mai!

Il personale del Villaggio è molto disponibile, anche troppo a volte, mi sentivo quasi imbarazzata......non eravamo in albergo, ma ci servivano e riverivano come se lo fossimo! E guai a non farsi aiutare! Le cuoche non ci hanno mai fatto mancare pastasciutta, carne e verdure, una sera addirittura si sono cimentate in un'ottima pizza! Ma....hanno superato loro stesse quando una sera abbiamo chiesto di assaggiare una cena tipica etiope.....una favola!

Gli ambienti erano accoglienti, e malgrado qualche disagio con l'acqua siamo stati davvero bene; chiaramente l'esperienza non va affrontata con lo spirito di andare in vacanza al Club Med!
L'unica cosa molto fastidiosa era il muezzin (o come accidenti si scrive).....alle cinque di mattina attaccava la nenia ......... quello proprio non mi manca!!!!!

Però......ci mancano tanto i bambini, con la loro gioia di vivere, che facevano da baby sitter a Micky......e anche a lui mancano molto mi sa!
Ci manca la loro genuinità, il loro sorriso, i loro occhi luminosi, la semplicità con cui si affacciano alla vita e l'arrendevolezza con cui amano a priori i loro genitori....che magari non hanno nemmeno mai visto in foto!

Ci manca tutto del Villaggio, di quel meraviglioso Paese che è l'Africa e soprattutto della Sua gente vera e genuina.

Scusate l'enfasi, ma ho cercato di raccontarvela come l'ho vissuta.......una girandola di emozioni........alla sera non riuscivo mai a prendere sonno, mi passavano e ripassavano davanti agli cchi le immagini delle cose viste e fatte durante il giorno, dei bambini, delle tate, e di tutte le persone incontrate.

Adesso siamo a casa, tutto procede, siamo felici con nostro figlio, circondati dall'amore di tante persone.......ma un pezzettino di cuore è rimasto dietro a quel cancello di ferro, che sogno, prima o poi, di veder riaprirsi davanti a noi."

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