Dati sintetici
Nome Completo:
Repubblica Federale Democratica Etiope
Popolazione:
74,2 milioni (ONU, 2005)
Capitale:
Addis Ababa (3.425.000 ab. / 2006)
Superficie:
2.381.741 km2
Lingua ufficiale:
amarico
Religione:
Cristiana, Islam
Governo:
Repubblica presidenziale
Presidente:
Girma Woldegiorgis
Primo ministro:
Meles Zenawi |
Indipendenza:
dall’Italia, 1941
Festa nazionale:
5 maggio
Ingresso all'ONU:
13 novembre, 1945
Aspettative di vita:
46 anni (uomini), 49 anni (donne) (fonte ONU)
Moneta:
Birr Etiope
Maggiori esportazioni:
Caffè, pellame, cera d’ape
Reddito pro capite:
US $160 (Banca Mondiale, 2006)
Fuso orario:
UTC + 3
Prefisso internazionale:
+251 |
La bandiera dell'Etiopia,
adottata nel 1996
La storia dell'ultimo secolo
Periodo precoloniale
Nel 1880 salì al trono Sahle Selassie, col titolo di Imperatore Menelik II, il quale estese i suoi possedimenti verso sud, tracciando quelli che sono gli attuali confini dell’Etiopia.
Pochi anni dopo, l’Italia intraprese la sua avventura coloniale puntando proprio al regno di Etiopia, ma Menelik II sbarrò la strada all’esercito italiano nel marzo 1896.
La battaglia di Adua, nella quale gli italiani subirono una pesante sconfitta, pose termine alle operazioni militari della campagna d'Africa Orientale. Lo stesso anno fu firmato un trattato provvisorio di pace.
1936-1941 - colonia italiana
Le truppe di Mussolini entrarono in Addis Ababa (che in amarico significa 'nuovo fiore') nel 1936 e l’Etiopia divenne parte dell’Africa Orientale Italiana, assieme ad Eritrea e Somalia.
1941 - l'indipendenza
In seguito alla dure sconfitte inflitte dai britannici al regime di Roma, il paese ritrovò l’indipendenza. Nel 1941, tornò al potere Haile Selassie, salito al trono nel 1930 e deposto all’arrivo degli italiani. Un anno dopo Selassie abolì la schiavitù e intraprese una serie di riforme politiche per modernizzare la nazione.
In quegli anni cominciarono anche i primi scontri contro i separatisti eritrei (il piccolo stato confinante, infatti, era entrato a far parte di una confederazione assieme all’Etiopia).
1974 - il Derg
Sebbene Selassie fosse considerato uno dei più grandi sovrani etiopi e un vero eroe africano, in seguito a forti carestie e all’incertezza sulla sua successione, fu deposto nel 1974 da una dittatura militare di ispirazione marxista-leninista, il Derg, guidata da Mengistu Haile Mariam.
Gli anni che seguirono furono durissimi per il popolo etiope. Oltre allo scoppio della guerra dell’Ogaden contro la Somalia, l’evento più disastroso fu la carestia che tra il 1984 e il 1985 uccise circa 8 milioni di persone.
La politica di Mengistu era basata sull’intimidazione, il terrore rosso, come veniva chiamato il regime repressivo, uccise 1 milione e 500 mila etiopi. Nel 2006, Mengistu, infatti, è stato accusato di genocidio.
Nel 1991, quando ormai il regime era fortemente indebolito dai conflitti interni e da un crescente scontento, Mengistu fu deposto dal Fronte Democratico Rivoluzionario del Popolo Etiope (FRDPE).
1994 - la repubblica
Venne eletta un’Assemblea Costituente che portò alle prime elezioni pluralistiche nel 1995. Nell’agosto dello stesso anno nacque la Repubblica Federale Democratica Etiope, il cui governo era guidato da Meles Zenawi e dal presidente Negasso Gidada.
2005 - le tensioni sociali alla rielezione di Zenawi
L'afflusso alle elezioni del 2005 è stato del 90% degli aventi diritto di voto, anche se gli osservatori europei hanno espresso qualche perplessità sulla legittimità del loro svolgimento.
In seguito ai risultati elettorali, gruppi di oppositori si sono riversati per le strade di Addis Abeba per protestare contro il presidente.
In risposta il governo ha duramente represso ogni manifestazione, causando 36 morti e centinaia di arresti, tra cui 18 giornalisti “dissidenti”.
Politica ed economia
Sin dall’inizio, la politica estera di Zenawi è sempre stata filo occidentale, soprattutto alla ricerca di sostegno economico dai partner europei e statunitensi, e dalla Banca Mondiale.
L’Etiopia, infatti, è uno degli stati africani più poveri, in cui gran parte della popolazione dipende dagli aiuti umanitari.
Nel 2004, il governo ha cominciato a spostare più di due milioni di persone dagli altopiani aridi dell’est, nella speranza di risolvere la mancanza di cibo.
L’economia etiope è basata esclusivamente sull’agricoltura, in particolar modo la coltivazione di caffè, ed è priva di un vero e proprio settore finanziario o commerciale, con una forte presenza monopolistica da parte dello stato, tanto che a nessuna banca straniera è permesso entrare nel paese.
Il tasso di disoccupazione è altissimo: tra i giovani etiopi lavora soltanto il 30%.

Meles Zenawi